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martedì 2 dicembre 2014

Papà, mi dici le magliette?

Il passaggio dal nido alla materna (o, per dirla con Trottols, "dalla scuola vecchia alla scuola nuova") ha comportato un cambio di abitudini mattutine: non più dieci minuti sedute sul sedile del passeggero della macchina rossa a cazziare la mamma quando non rispetta il semaforo rosso, ma una breve passeggiata con papà, spesso foriera di uscite bambinescamente spiazzanti.

Il gioco più in voga in questi giorni è "papà, mi dici le magliette?", che detto così non significa granchè, ma che con le dovute premesse assume un significato chiarissimo.

Un sabato di qualche tempo fa, facendo la spesa all'Ipercoop ci siamo avvicinati ad un espositore di magliette da calcio. Quale miglior occasione per iniziare a dare a Trottols degli insegnamenti fondamentali?

"Vedi Trottols? Quella è la maglietta del Milan, di che colore è?"
"Nera e rossa"
"Brava Trottols! Milan alèèèè!"
"Milan alèèè!"
"E quest'altra maglietta, la vedi?"
"Sì"
"E' dell'Inter, è nerazzurra, bleahhh!"
"Inter bleahhh!"
"Bravissima Trottols! E questa qui? E' della Juve, è bianca e nera, bleahhh!"
"Juve bleahhh!"

E ci allontaniamo verso la corsia dei surgelati, io soddisfatto di aver chiarito a mia figlia quali siano i valori importanti nella vita, lei contenta di aver fatto felice suo papà.

Ogni cosa nella vita ha un prezzo. E il prezzo dell'aver iniziato Trottols alla vita da tifosa si è manifestato pochi minuti dopo, tornando a casa in macchina.

"Papà, mi dici ancora le magliette?"
"Milan, rossoneri, alèèèè"
"Alèèèèè! E poi?"
"Inter, nerazzurri, bleahh!"
"Bleahh! E poi?"
"Roma, giallorossi, bleahh!"
"Bleahh! E poi?"

E poi via, passando per i biancoazzurri della lazio, i blucerchiati ("Bucecchiati? Bleahhh!!!") della Samp, i giallorossi del Lecce, i neroverdi del Sassuolo, i rossoverdi della Ternana, i grigiorossi della Cremonese, i grigi dell'Alessandria, arrivando financo ai bianconeri del Derthona (ah, le figurine Panini della mia infanzia) ed ingenerando confusione con i rossoneri del Sant'Angelo Lodigiano e della Nocerina ("Ma come papà? Rossoneri no bleahh, rossoneri alèèèèè...").

Dopo venticinque minuti di magliette, fortunatamente siamo arrivati a casa, e credevo fosse finita lì.

Stolto.

Il lunedì successivo, alle 7.55 del mattino, camminando lentamente soto la pioggia verso la scuola materna, dopo aver saltato nell'ennesima pozzanghera, Trottols si gira verso di me, solleva la testina inclinandola e con il più smagliante dei sorrisi mi chiede
"Papà... Mi dici le magliette?"

"Milan, rossoneri, alèèèè"
"Alèèèèè! E poi?"
"Inter, nerazzurri, bleahh!"
"Bleahh! E poi?"
 
Da quel giorno, ogni mattina, ci facciamo almeno dieci-venti magliette. Per la mia sanità mentale cerco di variarle, ma ormai sono arrivato ai biancoazzurri della Spal, ai neri del Casale, agli arancioneri della Rhodense, ai bianconeri del Fanfulla.
 
Mi sa che mi toccherà aprire alla Premier League ed alla Bundesliga

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